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Il Comune di Roma sfratta l’Istituto storico italiano per il medio evo

La Sismed, appresa la notizia dell’incredibile sfratto intentato dal Comune di Roma ad una delle più prestigiose istituzioni culturali della città, e di tutta la medievistica, si è immediatamente mobilitata per sostenere l’Isime nella sua lotta contro questo atto profondamente ingiusto.
Si pubblica di seguito il comunicato dell’Isime.

Il Comune di Roma (comunicazione 9/11/2020, pervenuta 16/11/2020) ha sfrattato l’Istituto storico italiano per il medio evo dai locali che occupa dal 1923 per decisione dell’allora ministro Pietro Fedele. Si richiede di “rilasciare bonariamente i locali, liberi da persone e cose, entro 90 giorni dal ricevimento della presente…”. Si minaccia la “riacquisizione forzosa del bene” e si dice falsamente che l’Istituto è debitore di 24.437,88 euro. I locali sono richiesti per le necessità di spazi dell’Archivio storico capitolino, che era stato collocato nel complesso borrominiano dallo stesso Fedele.
Sorprende che lo stesso Comune abbia restaurato nel 2006 grandi spazi al secondo piano e al terzo piano dello stesso complesso borrominiano destinati al Capitolino e tuttora del tutto inutilizzati.
Sfuggono le motivazioni di questa richiesta che priverebbe Roma di un’istituzione riconosciuta nel mondo e con un’intensa attività culturale ed editoriale.

Ci opporremo in tutti i modi possibili alla richiesta e chiediamo la più ampia solidarietà.

Istituto storico italiano per il medio evo
segreteria@isime.it

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