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Società storiche: Documenti

Società storiche: Documenti

Un appello per gli Archivi, memoria storica del Paese

L’Associazione nazionale degli archivisti italiani, (ANAI), insieme all’Associazione dei docenti universitari di scienze archivistiche (AIDUSA), alle società delle discipline storiche, a un grande numero di società, associazioni, consulte delle discipline umanistiche e sociali, e in generale delle professionalità – accademiche e non – che trovano negli archivi e nelle sovrintendenze archivistiche risorse preziose, si appellano con un documento comune al Ministro Dario Franceschini e alla Ministra Maria Cristina Messa per portare alla loro attenzione la situazione di imminente collasso degli istituti archivistici statali.
Si tratta, come è ben noto, di una crisi ormai strutturale, in rapida evoluzione da molti anni. Alle origini del fenomeno c’è certamente il mancato turn over del personale che data almeno dal 2012, ma fra le cause c’è anche la lunga disattenzione nei confronti del settore in termini di stanziamenti finanziari, soluzioni di prospettiva ampia alle esigenze di spazio, mancato investimento adeguato nei progetti di digitalizzazione e di gestione e conservazione dei documenti digitali. Tale situazione è stata portata drammaticamente alla luce dall’emergenza pandemica. A fronte dell’apertura del paese alla quasi totalità delle attività culturali e di intrattenimento, per gli archivi si registra ancora una situazione ormai intollerabile di aperture ridotte e accessi contingentati alla preziosa documentazione documentaria, manoscritta e libraria che conservano. Nonostante il positivo impegno del Ministero per nuovi bandi di funzionari archivisti, pubblicati e annunciati, che dovrebbero tamponare l’ormai drammatica carenza di personale, i firmatari dell’appello chiedono con forza un intervento immediato e capillare che possa scongiurare quella che si configura come una vera e propria emergenza democratica, restituendo al Paese la sua memoria storica.

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Documenti

Appello per la continuità di apertura di archivi e biblioteche

Il Coordinamento della Giunta Centrale degli Studi storici e delle Società storiche – di cui la SISMED fa parte – aderisce e rilancia il seguente appello per la continuità di apertura di archivi e biblioteche rivolto alle istituzioni della Repubblica Italiana.

I docenti universitari, i ricercatori strutturati e freelance, i dottorandi in materie umanistiche che basano il loro sostentamento sulla ricerca si vedono improvvisamente, e nuovamente, in grande difficoltà. La rinnovata chiusura degli archivi e delle biblioteche impedisce infatti il lavoro di questa eterogenea categoria professionale, che non può sostituire le attività di ricerca sul campo con il lavoro da remoto.
La chiusura di “musei e altri istituti e luoghi di cultura” disposta con il DPCM 3 nov. 2020 (art. 1, comma 9, lettera R), coinvolge infatti anche archivi e biblioteche (Codice dei beni culturali e del paesaggio, art. 101). Parificare le istanze di divulgazione aperte al grande pubblico (musei e mostre) e i luoghi di ricerca frequentati per motivi lavorativi da un’utenza ristretta e accorta di specialisti (archivi e biblioteche), rischia di paralizzare la ricerca scientifica di ambito umanistico, già da mesi in seria difficoltà per le restrizioni dovute alla crisi sanitaria. Per tali categorie l’accesso diretto a depositi librari e fondi archivistici è fondamentale e non sostituibile in alcun modo con lo smart working.
L’indispensabile necessità di frequentare fisicamente alcuni spazi per svolgere attività di ricerca è ricordata dal decreto per i soli laboratori tecnico-scientifici (art. 1, comma 9, lettera U). D’altro canto, la lettera NN del comma 9 prevede che le attività professionali in genere possano continuare, servendosi quando possibile del lavoro agile e incentivando, per il resto, l’assunzione di protocolli anti-contagio e procedure di sanificazione. Tali procedure sono state implementate in archivi e biblioteche sin dalle prime riaperture della scorsa estate: applicate e osservate in modo rigoroso, non hanno condotto a situazioni note di contagio avvenuto all’interno di tali ambienti.

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Notizie

Coordinamento Giunta Società Storiche: Lettera ai ministri Franceschini e Manfredi

Biblioteca

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo
On. Dario Franceschini
Al Ministro dell’Università e della Ricerca
Prof. Gaetano Manfredi
e p.c.
Al Capo di Gabinetto del MiBACT
Prof. Lorenzo Casini
Al Direttore Generale degli Archivi
Dott.ssa Anna Maria Buzzi
Al Dirigente del Servizio II della Direzione Generale degli Archivi
Dott.ssa Sabrina Mingarelli
Al Direttore dell’Archivio Centrale dello Stato
Dott.ssa Elisabetta Reale

Roma, 22 maggio 2020

Cari Ministri,

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In evidenza

Ma c’è davvero la Storia nella prima prova scritta della maturità?

Un’attenta analisi tecnica della prima prova d’esame per la maturità 2019 rafforza la convinzione che sia necessario ripristinare il vero e proprio elaborato di Storia. Le tracce ovvero le ‘proposte’ fornite dal Ministero rivelano infatti una concezione della disciplina sempre e solo funzionale ad altri scopi, benché magari di alta valenza culturale. Manca del tutto, come vedremo, ogni aggancio ai fondamenti della disciplina stessa: la contestualizzazione dei fatti e la centralità delle prove documentarie per la loro ricostruzione. Veniamo allora nel merito delle tracce che certamente contengono riferimenti storici, per poi trarne le dovute conclusioni.

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Scuola

Documento del Coordinamento delle Società Storiche e di altri enti sulla recente riforma dell’esame di maturità

Il Coordinamento della Giunta centrale per gli studi storici e delle società degli storici ha appreso oggi con grande sconcerto delle modifiche riguardanti la prima prova scritta dell’esame di stato (Circolare MIUR n. 3050 del 4 ottobre 2018 e Documento di lavoro della commissione presieduta da Luca Serianni). La scomparsa della tradizionale traccia di Storia dalle tipologie previste per l’esame di maturità sembra seguire un percorso di marginalizzazione della storia nel curriculum scolastico, già iniziato con la diminuzione delle ore d’insegnamento negli istituti professionali. Si tratta di un’immotivata novità che riduce di fatto la rilevanza della Storia come disciplina di studio in grado di orientare i giovani nelle loro scelte culturali e di vita. Svilire in questo modo la specificità del sapere storico nella formazione scolastica significa inoltre accelerare, forse senza rendersene conto, un processo già in atto di riduzione del significato dell’esperienza del passato come patrimonio di conoscenze per la costruzione del futuro.

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Notizie

Interdisciplinarità: incontro tra il Coordinamento delle Società storiche e l’Anvur

Il 4 luglio il presidente dell’Anvur, Paolo Miccoli, ha ricevuto una delegazione del Coordinamento delle Società storiche, composta da Andrea Giardina, presidente della Giunta Centrale per gli Studi storici e i colleghi Fulvio Cammarano e Luigi Mascilli Migliorini. Era presente anche la collega Maria Luisa Meneghetti, membro del CdA dell’Anvur.

L’incontro faceva seguito ad una richiesta avanzata dal Coordinamento delle società storiche in merito ad una proposta da esso elaborata al fine del riconoscimento interdisciplinare delle riviste di fascia A nei settori storici. L’incontro si è svolto in una atmosfera cordiale, con ripetuti scambi di opinione in merito anche alle più generali questioni attinenti alle procedure di valutazione della ricerca. In questo senso il presidente Miccoli, così come la collega Meneghetti, hanno con convinzione sostenuto la necessità di una attenzione esplicita alle problematiche della interdisciplinarità, ritenendola un carattere peculiare delle pratiche attuali della ricerca. A giudizio del presidente, come egli ha avuto occasione di precisare, la proposta presentata e illustratagli in questa circostanza, interpreta correttamente queste esigenze di interdisciplinarità e va incontro alle nuove linee programmatiche di recente adottate dal CdA dell’Anvur.

La proposta verrà, quindi, sollecitamente portata all’attenzione del CdA alla ripresa autunnale, auspicando che non mancheranno in futuro nuove occasioni di incontro e di riflessione sui temi affrontati in questo primo incontro.

Notizie

Le Società Storiche sulla riproducibilità gratuita, con mezzi propri, della documentazione e del materiale librario

Documento del Coordinamento delle Società Storiche a proposito della riproducibilità gratuita, con mezzi propri, della documentazione e del materiale librario, conservato in archivi e biblioteche.

 

Molti soci ci segnalano una difforme applicazione della normativa relativa alle disposizioni sulla riproducibilità del materiale posseduto negli Archivi di Stato. La richiesta preventiva di autorizzazione e, ancor più, la negazione del permesso di riproduzione con mezzi propri che non stabiliscano contatto con la documentazione da riprodurre, appaiono negare il contenuto stesso della legge approvata il 29 agosto scorso. Ciò appare grave anche in considerazione della conferma data dallo stesso ministro Franceschini in una recente trasmissione televisiva in cui ribadiva la libera riproducibilità anche negli archivi, oltre che nelle biblioteche. Mentre la norma appare rispettata in modo uniforme negli istituti bibliotecari, per ciò che concerne gli Archivi di Stato, si sono riscontrati ostacoli, eccezioni, impedimenti che contrastano con il principio cardine consistente nel fatto che tutto ciò che è consultabile sia riproducibile (nel rispetto, ovviamente, dei mezzi utilizzati e puntualmente indicati dalla legge). Avendo apprezzato pubblicamente quanto disposto dal legislatore, oggi non possiamo che chiedere un’uniforme applicazione della norma e dei principi che essa contiene.

Documenti

Lettera di protesta per il taglio agli enti culturali (giugno 2010)

I tagli agli enti culturali: una questione di inciviltà

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Coordinamento delle Società Storiche

Convegni SISMED della medievistica italiana

II Convegno – 13-16 giugno 2022
Informazioni

I Convegno – 14-16 giugno 2018
Informazioni
Proceedings

Convenzioni

La Sismed ha sottoscritto convenzioni con:

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