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Società storiche: Documenti

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Ma c’è davvero la Storia nella prima prova scritta della maturità?

Un’attenta analisi tecnica della prima prova d’esame per la maturità 2019 rafforza la convinzione che sia necessario ripristinare il vero e proprio elaborato di Storia. Le tracce ovvero le ‘proposte’ fornite dal Ministero rivelano infatti una concezione della disciplina sempre e solo funzionale ad altri scopi, benché magari di alta valenza culturale. Manca del tutto, come vedremo, ogni aggancio ai fondamenti della disciplina stessa: la contestualizzazione dei fatti e la centralità delle prove documentarie per la loro ricostruzione. Veniamo allora nel merito delle tracce che certamente contengono riferimenti storici, per poi trarne le dovute conclusioni.

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Documento del Coordinamento delle Società Storiche e di altri enti sulla recente riforma dell’esame di maturità

Il Coordinamento della Giunta centrale per gli studi storici e delle società degli storici ha appreso oggi con grande sconcerto delle modifiche riguardanti la prima prova scritta dell’esame di stato (Circolare MIUR n. 3050 del 4 ottobre 2018 e Documento di lavoro della commissione presieduta da Luca Serianni). La scomparsa della tradizionale traccia di Storia dalle tipologie previste per l’esame di maturità sembra seguire un percorso di marginalizzazione della storia nel curriculum scolastico, già iniziato con la diminuzione delle ore d’insegnamento negli istituti professionali. Si tratta di un’immotivata novità che riduce di fatto la rilevanza della Storia come disciplina di studio in grado di orientare i giovani nelle loro scelte culturali e di vita. Svilire in questo modo la specificità del sapere storico nella formazione scolastica significa inoltre accelerare, forse senza rendersene conto, un processo già in atto di riduzione del significato dell’esperienza del passato come patrimonio di conoscenze per la costruzione del futuro.

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Interdisciplinarità: incontro tra il Coordinamento delle Società storiche e l’Anvur

Il 4 luglio il presidente dell’Anvur, Paolo Miccoli, ha ricevuto una delegazione del Coordinamento delle Società storiche, composta da Andrea Giardina, presidente della Giunta Centrale per gli Studi storici e i colleghi Fulvio Cammarano e Luigi Mascilli Migliorini. Era presente anche la collega Maria Luisa Meneghetti, membro del CdA dell’Anvur.

L’incontro faceva seguito ad una richiesta avanzata dal Coordinamento delle società storiche in merito ad una proposta da esso elaborata al fine del riconoscimento interdisciplinare delle riviste di fascia A nei settori storici. L’incontro si è svolto in una atmosfera cordiale, con ripetuti scambi di opinione in merito anche alle più generali questioni attinenti alle procedure di valutazione della ricerca. In questo senso il presidente Miccoli, così come la collega Meneghetti, hanno con convinzione sostenuto la necessità di una attenzione esplicita alle problematiche della interdisciplinarità, ritenendola un carattere peculiare delle pratiche attuali della ricerca. A giudizio del presidente, come egli ha avuto occasione di precisare, la proposta presentata e illustratagli in questa circostanza, interpreta correttamente queste esigenze di interdisciplinarità e va incontro alle nuove linee programmatiche di recente adottate dal CdA dell’Anvur.

La proposta verrà, quindi, sollecitamente portata all’attenzione del CdA alla ripresa autunnale, auspicando che non mancheranno in futuro nuove occasioni di incontro e di riflessione sui temi affrontati in questo primo incontro.

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Le Società Storiche sulla riproducibilità gratuita, con mezzi propri, della documentazione e del materiale librario

Documento del Coordinamento delle Società Storiche a proposito della riproducibilità gratuita, con mezzi propri, della documentazione e del materiale librario, conservato in archivi e biblioteche.

 

Molti soci ci segnalano una difforme applicazione della normativa relativa alle disposizioni sulla riproducibilità del materiale posseduto negli Archivi di Stato. La richiesta preventiva di autorizzazione e, ancor più, la negazione del permesso di riproduzione con mezzi propri che non stabiliscano contatto con la documentazione da riprodurre, appaiono negare il contenuto stesso della legge approvata il 29 agosto scorso. Ciò appare grave anche in considerazione della conferma data dallo stesso ministro Franceschini in una recente trasmissione televisiva in cui ribadiva la libera riproducibilità anche negli archivi, oltre che nelle biblioteche. Mentre la norma appare rispettata in modo uniforme negli istituti bibliotecari, per ciò che concerne gli Archivi di Stato, si sono riscontrati ostacoli, eccezioni, impedimenti che contrastano con il principio cardine consistente nel fatto che tutto ciò che è consultabile sia riproducibile (nel rispetto, ovviamente, dei mezzi utilizzati e puntualmente indicati dalla legge). Avendo apprezzato pubblicamente quanto disposto dal legislatore, oggi non possiamo che chiedere un’uniforme applicazione della norma e dei principi che essa contiene.

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II Convegno SISMED della medievistica italiana
Bertinoro (Forlì-Cesena)
18-20 giugno 2020


Premio Sismed 2019

La Sismed bandisce un premio riservato ad un’opera prima, consistente in una monografia inedita di ambito storico medievistico
Scadenza: 31 marzo 2020
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La Sismed e Reti Medievali hanno siglato una convenzione per sostenere la più ampia diffusione in rete, in libero accesso, delle pubblicazioni e delle iniziative scientifiche degli storici del medioevo.

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