Sessione 18. I paesaggi agrari dell’Italia medievale

Giovedì 14 giugno, ore 18-19:30

Lo studio dei paesaggi agrari dell’Italia (e dell’Europa) medievale ha conosciuto, in tempi piuttosto recenti, notevoli progressi che hanno coinvolto una pluralità ampia di settori disciplinari. Tali progressi sono stati indotti 1) dalla più intensa frequentazione di questo settore della ricerca (nel contesto di una stagione storiografica che ha riservato alla storia agraria e delle campagne una rinnovata attenzione); 2) dal rinnovamento ed affinamento dei metodi applicati nelle indagini; 3) dal supporto recato da nuove discipline, in primis dall’ecostoria (ecological history) e dall’archeologia medievale (particolarmente dall’archeologia dei paesaggi); 4) dalla pratica di una interdisciplinarietà fattivamente indirizzata, pur nella diversità degli approcci, ad una conoscenza unitaria. Le indagini svolte hanno evidenziato la varietà caleidoscopica dei paesaggi italiani e le trasformazioni che, fra alto e tardo medioevo, ebbero a interessarli nella molteplicità delle loro valenze (storica, sociale, ambientale, economica, estetica etc.). In questa circostanza l’attenzione sarà primariamente rivolta al periodo compreso fra XII e XV secolo, avendo riferimento a realtà regionali, sub-regionali e locali di differente configurazione e dipendenti da una pluralità variabile di elementi ordinatori. Si prendono, dunque, le mosse dalla fase matura (e per certi versi conclusiva) dell’itinerario di agrarizzazione che ha interessato la Penisola nei secoli centrali del medioevo (in qualche contesto significativamente già dai secoli IX e X), un itinerario che fra Due e Trecento vede buona parte dei territori (specialmente padani, ma non solo) interessati in varia misura e per la spinta di soggetti diversi (comuni rurali e cittadini, monasteri, forze signorili etc.) da bonifiche, diboscamenti e dissodamenti di portata ed esito diverso. Affacciandosi sui decenni successivi alla Peste di metà Trecento e sul secolo XV si avrà modo anche di valutare l’impatto dello spopolamento di molte terre e dei nuovi ordinamenti produttivi, vieppiù marcati dalla pratica pastorale (transumante e stanziale), sulla costruzione di paesaggi di inedita connotazione. Allo stesso modo, l’esame comparativo della rinnovata gestione dei beni comuni del Nord e del Centro-Italia (secc. XII-XIV) mostrerà i molteplici effetti indotti su territori e paesaggi dal recupero di incolti a fini agricoli, dalla fondazione di nuovi insediamenti, dal potenziamento delle infrastrutture viarie e d’irrigazione.

Coordinatore: Alfio Cortonesi

Relazioni:
Riccardo Rao, Beni comuni e paesaggi nell’Italia centro-settentrionale (secoli XII-XIV)
Mario Marrocchi, Economie, società e ambienti in Val di Chiana (secoli XII-XV)
Francesco Violante, Paesaggi agrari e ruolo delle istituzioni in Capitanata e Basilicata tra XIII e XV secolo

Discussant: Alfio Cortonesi

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