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Sessione 42. I mercanti di Lucca nel network europeo di Bruges nel tardo medioevo: affari e politica

Venerdì 15 giugno, ore 16-17:30

La Toscana fu tra quelle regioni della penisola italiana dove, prima che in altre aree europee, emerse un’economia di tipo proto-capitalistico, trovandosi all’avanguardia nella manifattura, nel commercio e nella finanza. Lucca, in particolare, fin dal Duecento costituì un centro molto importante nell’industria serica, i cui prodotti erano richiesti nelle principali corti del tempo. Nel Nord Europa, le Fiandre avevano raggiunto un livello di sviluppo molto elevato analogo a quello dell’Italia centro-settentrionale e, tra le due aree allora maggiormente avanzate dell’Europa occidentale, cominciarono a stabilirsi dei contatti sempre più regolari, favoriti dalla complementarità delle loro economie. Inizialmente, come è noto, furono le Fiere della Champagne il centro dell’incontro fra il mondo economico del Sud e del Nord Europa. A ereditare questo ruolo economico-finanziario, nel corso del Trecento, fu la villa di Bruggia, sorta lungo i canali e collegata direttamente al mare dall’estuario dello Zwuin, vere e proprie vie d’acqua verso il Damme e lo Sluis, gli avamposti portuali-commerciali sul Mare del Nord. Bruges divenne così un centro commerciale cosmopolita dove la presenza di mercanti anseatici, inglesi, iberici e italiani faceva parte del tessuto economico e sociale della città. All’inizio del Quattrocento, il nobile sivigliano Pero Tafur, nei suoi Andanças è viajes por diversas partes del mundo avidos, la paragonò a Venezia, l’altro grande polo economico, perché ricca per le mercanzie e le genti che vi giungevano da ogni luogo. Al 1369 risale la prima notizia di uno statuto dei lucchesi di Bruges ma la loro presenza era già consolidata, come testimoniato dalle numerose compagnie mercantili registrate in città. Organizzarsi in una natio significava la possibilità di vedere ufficialmente riconosciuta la propria presenza nel paese e di ottenere privilegi commerciali dalle autorità fiamminghe. Si intensificò allora il flusso delle presenze lucchesi a Bruges. Alcune di queste famiglie esercitarono un’attività mercantile e finanziaria che consentì loro di accumulare spesso ingenti fortune e quindi di aspirare a cariche istituzionali o tentare la conquista del potere a Lucca: l’arte della mercatura e l’esercizio della politica risultano allora indissolubilmente legate. Esempi emblematici di questo intreccio sono le vicende di tre famiglie lucchesi oggetto di questa ricerca, che rappresentano le due fazioni avversarie che si contesero il predominio politico cittadino negli ultimi decenni del Trecento: i Forteguerra, sconfitti nel definitivo scontro del 1392; i Guinigi, che con la vittoria si aprirono la strada verso la signoria (1400-1430); gli Arnolfini – filoguinigiani e imparentati con la stessa famiglia – costituirono un’élite europea attraverso abili intrecci di affari e politiche internazionali.

Coordinatore: Laura Galoppini

Relazioni:
Marco Carelli, I Forteguerra fra Lucca e Bruges nella seconda metà del Trecento: ricchezza mercantile e lotta politica
Ignazio Del Punta, I Guinigi dalla Peste Nera alla signoria di Paolo. Reti mercantili internazionali, radicamento urbano, espansione politica
Laura Galoppini, Gli Arnolfini a Bruges. Un’élite lucchese in Europa fra mercatura e politica

Discussant: Bart Lambert

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