Consiglio Direttivo della SISMED
Verbale della seduta del 5 luglio 2009
Il giorno 5 luglio 2009, alle ore 11.00, nella Sala Ovale del Dipartimento di Storia e Geografia dell’Università di Firenze, si è riunito il Consiglio Direttivo della SISMED (Società Italiana degli Storici Medievisti), per discutere il seguente Ordine del Giorno:
- Nomina del Segretario
- Riorganizzazione dei SSD: resoconto della riunione CUN / Associazioni di settore
- Valutazione: stato della questione e recenti novità
- Varie ed eventuali
Sono presenti: Anna Benvenuti, Simone M. Collavini, Giuseppe Petralia, Francesco Somaini, Gianmaria Varanini, Giovanni Vitolo. Assenti giustificati Giulia Barone, Pietro Corrao e Roberto Greci. Presiede il Presidente, Giuseppe Petralia; segretario Simone M. Collavini.
1 – Nomina del Segretario.
Il Presidente propone al Consiglio Direttivo di designare come segretario Simone M. Collavini. Il Consiglio approva.
2 – Riorganizzazione dei SSD: resoconto della riunione CUN / Associazioni di settore.
Il Presidente informa i membri del Consiglio della proposta avanzata dal CUN in merito alla riorganizzazione e all’accorpomento dei SSD. La proposta, volta ad anticipare e orientare l’intervento del Ministero, si attesta sulla riduzione a c. 200 SSD, mediante il vincolo di un numero minimo di 50 Professori Ordinari per ciascuno di essi. Il Presidente comunica inoltre che esistono proposte anche più radicali, come quella che va nel senso di una riduzione a soli 100 SSD. Per discutere queste prospettive è stata convocata una riunione tra i rappresentati del CUN e i Presidenti delle società di settore interessate. In questa occasione, Petralia ha caldeggiato la sussistenza dei settori M-STO/01, M-STO/02 e M-STO/04, che hanno un numero di Professori Ordinari ampiamente sufficiente. Ha inoltre manifestato la disponibilità, da parte del nostro settore, ad accogliere i docenti afferenti a SSD non autosufficienti (M-STO/03, M-STO/07, M-STO/08, M-STO/09), se affini per ambito cronologico e tematico dei loro studi al nostro settore. Questo, ovviamente, senza mettere in discussione la specificità di ambiti di studio e filoni di ricerca che hanno alle spalle una lunga e autorevole tradizione. Ha altresì manifestato la disponibilità ad accogliere gli “Storici Bizantini” eventualmente interessati a confluire in M-STO/01, anche se nel loro caso l’appartenenza ad un’area diversa (10 e non 11), rende più problematico il processo.
Il Presidente dell’associazione dei Paleografi e dei Diplomatisti, prof. De Gregorio, al contrario, in quella occasione si è detto favorevole alla nascita di un nuovo settore che accolga i docenti già inquadrati nei settori M-STO/07 (Storia del Cristianesimo e delle Chiese), M-STO/08 (Archivistica, bibliografia e biblioteconomia), M-STO/09 (Paleografia).
Il Presidente comunica infine che il prof. De Gregorio, dopo la riunione e senz’alcun riscontro con quella che era stata la discussione, ha inviato ai membri della sua Associazione una lettera polemica nella quale si accusavano i Medievisti di voler fagocitare i docenti del settore M-STO/09.
Alla presentazione del Presidente segue un’ampia discussione, concentrata sul rapporto con i colleghi Paleografi e Diplomatisti. Da più parti si sottolinea l’incongruità del nuovo settore di cui si propone l’isituzione e la maggior coerenza di un accorpamento tra medievisti e paleografi. Si ribadisce altresì che tale unione, attraverso un adeguato uso dei descrittori in sede di declaratorie e di concorso, non si trasformarebbe in un attacco all’autonomia dei Paleografi e della loro disciplina. Alcuni colleghi fanno presente che anche all’interno del settore M-STO/09 ci sono voci dissenzienti rispetto alla linea di De Gregorio, pur maggioritaria.
In sede di discussione, in particolare da parte di Varanini e Somaini (e in una lettera inviata al Presidente da Corrao, assente) emergono anche la disponibilità e l’interesse, nel caso prevalessero proposte più drastiche quanto alla riduzione dei SSD, a un accorpamento tra i settori M-STO/01 e M-STO/02.
Benvenuti, al contrario, sostiene l’opportunità, in un caso del genere, di creare una vasta aggregazione delle discipline “medievistiche”, aprendosi, oltre al settore M-STO/09 a discipline come le Filologie medievali, la Storia dell’Arte medievale, l’Archeologia medievale ecc. Tale prospettiva è criticata da alcuni consiglieri in quanto non realistica, stante la non disponibilità dei membri di questi settori ad una simile aggregazione.
La discussione si sposta poi sulle iniziativa da prendere nell’immediato. Raccogliendo le suggestioni avanzate dai Consiglieri, il Presidente propone di inviare ai membri dell’Associazione una circolare che dia conto della questione e inviti i soci a prendere posizione; suggerisce inoltre di inviare al Presidente dell’Associazione dei Paleografi e Diplomatisti e, per conoscenza, al CUN una lettera che chiarisca il malinteso intervenuto con De Gregorio. Il Consiglio approva queste proposte.
3 – Valutazione: stato della questione e recenti novità.
Il Presidente illustra ampiamente lo stato della questione, riguardo al problema della “Valutazione” della produzione scientifica in area storica. In particolare dà conto delle proposte finali formulate al riguardo da una commissione, nominata dal prof. Ruggiu, Presidente dell’area 11 del CUN, e guidata dal prof. Graziosi, Presidente della SISCO, in riferimento proprio alle discipline storiche. Il Presidente ricorda che la prima bozza di tale proposta era stata discussa e ampiamente criticata in occasione della riunione plenaria della SISMED tenutasi a Napoli. La “Commissione Graziosi” ha tenuto conto solo molto parzialmente delle critiche e dei suggerimenti avanzati dalla SISMED e da altre associazioni di settore alla bozza.
Il Presidente annuncia, poi, che per il periodo ottobre/novembre 2009 è prevista una riunione plenaria dei Presidenti delle associazioni disciplinari delle aree 10 e 11, che potrebbe essere preceduta da una riunione congiunta dei direttivi delle società dei medievisti, modernisti e contemporaneisti (su proposta del prof. Muto, Presidente della SISEM).
Il Presidente suggerisce che, in questo contesto, occorre una riflessione stringente sulla situazione, per mettere ulteriormente a fuoco i nodi cruciali e tutte le criticità del “documento Graziosi”, bisogna però anche iniziare a operare delle simulazioni sul fronte della classificazione delle riviste. Va, infatti, evitata una situazione nella quale i medievisti si presentino a un qualche appuntamento finale senza una loro elaborazione concreta.
Sul piano dei contenuti il Presidente manifesta fortissime perplessità sulle “raccomandazioni finali”: in particolare sulla difficoltà pratica di dare i pesi alle riviste e sul rischio di creare una classificazione della produzione dei singoli che vanifichi le procedure concorsuali. Ricorda, però, che da alcuni colleghi e da diversi membri del CUN un legame tra valutazione e concorsi viene ritenuto indispensabile e virtuoso, allo scopo di moralizzare il reclutamento. Ritiene perciò che vada innanzitutto chiarita la necessità di avere metodi diversi di valutazione per le diverse finalità della valutazione stessa.
- A) La valutazione periodica dei dipartimenti e delle università per il momento continua con il vecchio sistema CIVR, come giudizio di merito sia pure anonimo su una selezione di prodotti scelti (nel 2005 erano 382 titoli di storia, quanti quelli di un normale concorso a professore ordinario, quindi non c’è alcun bisogno reale di criteri bibliometrici, a meno di non ammettere che anche i futuri concorsi debbano essere svolti secondo lo stesso metodo).
- B) Di valutazione dei singoli e anagrafe della ricerca individuale finora il MIUR (e la legge) parla solo per subordinare il diritto agli scatti biennali – e all’elettorato passivo nelle commissioni di concorso – alla dimostrata esistenza di una produzione scientifica nel biennio (la cui verifica il disegno di legge Gelmini ad oggi assegna alle sedi universitarie): dunque sarà sufficiente barrare la casella sì o quella no, ma non sarà affatto necessaria una classifica nazionale di tutti su una scala graduata.
- C) È certo possibile che l’ANVUR sia impostata su base bibliometrica, per garantire al MIUR annualmente uno strumento di ripartizione dei fondi non “a pioggia”. Ma se così sarà, bisognerebbe ugualmente ottenere che rimanga sempre una valutazione dei dipartimenti e dei settori scientifici, su campioni limitati di prodotti scelti e segnalati dalle strutture, e non una somma aritmetica della valutazione di tutti i prodotti scientifici di tutti i professori e ricercatori della struttura.
- D) Non è da escludere che l’ANVUR ricorra a banche di dati non basate su forme di impact factor autodefinite dalle associazioni (come è il ranking delle riviste proposto dalla “Commissione Graziosi”), bensì su sistemi di indicizzazione delle citazioni. Il ranking potrebbe allora giusto servire a selezionare le riviste e le collane da inserire nel database. Anche in questo caso, comunque, bisognerebbe sempre operare un controllo, affinché la valutazione resti limitata alle strutture, e non sia trasformare in una valutazione individuale, con relativa classifica di merito.
- E) Se dovesse invece passare il principio negativo che la classifica degli individui è necessaria, per A) e/o per B), C) , D), non sarà più possibile effettuare valutazioni qualitative e di merito, nemmeno nei concorsi, perché dei candidati esisteranno già graduatorie di merito con un punteggio predefinito, pubblico e certificato dal WEB e dal Cineca, rispetto alle quali lo spazio di esercizio delle proprie funzione da parte dei Commissari sarà minimo o inesistente.
All’esposizione del Presidente segue un’ampia discussione nella quale, seppur con accenti diversi, i Consiglieri concordano sia circa la critica della proposta avanzata dalla “Commissione Graziosi”, che circa la necessità di elaborare proposte alternative, intorno alle quali aggregare altri settori disciplinari. Si concorda inoltre sull’opportunità di avviare delle “simulazioni” di classificazione delle riviste di ambito medievistico (l’ambito nel quale la “Commissione Graziosi” ha presentato le proposte più organiche), apportando le dovute modifiche al “modello Graziosi”, ma rispettandone lo spirito di fondo. Ciò anche allo scopo di non essere impreparati nel caso la proposta della “Commissione Graziosi” fosse accolta dal CUN e/o dal Ministero. Occorre anche evitare di trovarsi privi di un sistema bibliometrico elaborato, discusso e condiviso da parte della nostra Associazione nel momento in cui dovesse essere davvero necessario applicarlo in uno o più contesti di valutazione pubblica della ricerca
A questo scopo il Consiglio nomina una commissione, composta da Varanini, Somaini e Collavini, che appronti una proposta, operi delle prime simulazioni e avvii una riflessione su accettabili sistemi di valutazione dei contributi a volumi miscellanei e delle monografie.
4 – Varie ed eventuali
Il Presidente comunica che non vi sono argomenti da trattare in questo punto dell’o.d.g. Nient’altro essendovi da discutere, la seduta viene sciolta alle ore 14.30.
Il Segretario Simone M. Collavini
Il Presidente Giuseppe Petralia