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In ricordo

Scomparsa di Giovanni Cherubini

Giovanni Cherubini

È mancato oggi a Firenze Giovanni Cherubini (1936-2021), professore emerito di Storia medievale nell’Università di Firenze, dove era stato allievo di Ernesto Sestan, maestro di molte generazioni di studenti e coordinatore del Dottorato di ricerca in Storia medievale che, nelle sue parole, «non ha mai preteso di essere una “scuola” che chiede una qualche adesione, ma soltanto una scuola di metodo» che «ha affermato di conseguenza, in maniera naturale, la regola del confronto, della varietà, della accettazione di punti di vista e di provenienze diverse».
Giovanni Cherubini è stato, inoltre, presidente del Centro Italiano di Studi di Storia e d’Arte di Pistoia, membro del comitato scientifico dell’Istituto internazionale di Storia Economica “F. Datini” di Prato e del Comitato scientifico del Centro di Studi sulla Civiltà del basso Medioevo di San Miniato. Ha diretto dalla fondazione e fino al 2009 la rivista «Annali Aretini», è stato responsabile scientifico della «Rivista di storia dell’agricoltura», pubblicata dall’Accademia dei Georgofili. Nella sua lunga attività è stato chiamato a far parte di molte accademie o società storiche, tra cui l’Accademia dei Georgofili, l’Accademia di Scienze e Lettere “La Colombaria”, l’Accademia del Cimento, l’Accademia Petrarca di Arezzo, l’Accademia degli Intronati di Siena, la Deputazione toscana di Storia patria.
Le sue ricerche si sono concentrate sulla storia della società medievale, indagata nelle strutture sociali, nelle attività economiche, nella mentalità e negli aspetti religiosi. Tra i suoi volumi si ricordano: Signori, contadini, borghesi. Ricerche sulla società italiana del basso medioevo (1974), L’Italia rurale del basso Medioevo (1985), Città comunali di Toscana (2003) e Pellegrini, pellegrinaggi, giubileo nel Medioevo (2005).

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Scomparsa di Jean-Marie Martin

Si è spento a Parigi il 14 gennaio Jean-Marie Martin (1938-2021), Directeur de recherche al Centre national de la recherche scientifique, per molti anni membro dell’École française de Rome e delle Scuole dottorali di alta formazione di San Marino e Salerno. I suoi studi si sono concentrati sulla storia dell’Italia meridionale nell’intero arco cronologico del medioevo, con particolare attenzione sia all’età longobarda e bizantina sia a quella normanno-sveva. Profondo conoscitore di archivi e fonti narrative e documentarie, edite e inedite, ha pubblicato circa quattrocento contributi scientifici, di notevole rilevanza per la storia delle aree regionali pugliesi e campane. Oltre alle edizioni di documenti, si ricordano in particolare La Pouille du VIe au XIIe siècleFoggia nel Medioevo La vita quotidiana nell’Italia meridionale al tempo dei Normanni. I suoi colleghi italiani ne ricordano l’affabilità del tratto umano, la costante disponibilità a collaborare con loro nella formazione degli studiosi più giovani.

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Convenzione fra SISMED e ISIME

La Sismed e l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo hanno siglato una convenzione per lo svolgimento di attività di ricerca, di pubblicazioni scientifiche, di manifestazioni culturali di alta divulgazione e di attività collegate.

Per ulteriori informazioni: Convenzioni SISMED

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Comunicato del Coordinamento delle Società storiche sullo sfratto dell’ISIME

Il Comune di Roma ha deciso di sfrattare l’Istituto storico italiano per il Medioevo dai locali dell’Oratorio dei Filippini, che occupa dal 1923. Al di là delle possibili motivazioni pratiche di tale atto, questa decisione appare gravissima, per il suo contenuto e per i modi con cui è stata comunicata: 90 giorni di tempo per smantellare e traslocare (dove?) l’Istituto e la sua grande biblioteca. È evidente che in tal modo si prefigura non un trasloco, ma una chiusura per un Istituto che ha svolto da quasi un secolo e mezzo (essendo stato fondato nel 1883), e svolge tuttora, un ruolo importantissimo di organizzazione e diffusione della cultura storica in Italia e all’estero, in sintonia con gli altri Istituti storici italiani e stranieri presenti a Roma.
Seguendo il suo compito originario, quello di pubblicare le fonti della storia d’Italia, l’Istituto nel corso del tempo ha svolto un’intensa attività scientifica ed editoriale, promuovendo anche numerosi seminari e convegni internazionali. Presso l’Istituto è anche attiva la Scuola storica nazionale per gli Studi medievali, che tra i suoi compiti ha la promozione della cultura storica medievale e la formazione degli insegnanti.
L’Istituto è una fondamentale risorsa culturale al servizio della Città di Roma, del nostro Paese e della comunità internazionale degli storici.
L’iniziativa del Comune di Roma appare del tutto ingiustificabile. Chiediamo quindi il ritiro di questa decisione e la conferma del pieno diritto dell’Istituto a rimanere all’interno dei locali che attualmente occupa.

GCSS – Giunta centrale per gli studi storici
AIDUSA – Associazione italiana docenti universitari scienze archivistiche
AIPH – Associazione italiana di Public History
CUSCC – Consulta universitaria per la storia del Cristianesimo e delle Chiese
CUSGR – Consulta universitaria per la storia greca e romana
SISE – Società italiana degli storici economici
SISEM – Società italiana per la storia dell’età moderna
SISMED – Società italiana degli storici medievisti
SIS – Società italiana delle storiche
SISI – Società italiana di storia internazionale
SISSCO – Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Roma, 22 novembre 2020

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Il Comune di Roma sfratta l’Istituto storico italiano per il medio evo

La Sismed, appresa la notizia dell’incredibile sfratto intentato dal Comune di Roma ad una delle più prestigiose istituzioni culturali della città, e di tutta la medievistica, si è immediatamente mobilitata per sostenere l’Isime nella sua lotta contro questo atto profondamente ingiusto.
Si pubblica di seguito il comunicato dell’Isime.

Il Comune di Roma (comunicazione 9/11/2020, pervenuta 16/11/2020) ha sfrattato l’Istituto storico italiano per il medio evo dai locali che occupa dal 1923 per decisione dell’allora ministro Pietro Fedele. Si richiede di “rilasciare bonariamente i locali, liberi da persone e cose, entro 90 giorni dal ricevimento della presente…”. Si minaccia la “riacquisizione forzosa del bene” e si dice falsamente che l’Istituto è debitore di 24.437,88 euro. I locali sono richiesti per le necessità di spazi dell’Archivio storico capitolino, che era stato collocato nel complesso borrominiano dallo stesso Fedele.
Sorprende che lo stesso Comune abbia restaurato nel 2006 grandi spazi al secondo piano e al terzo piano dello stesso complesso borrominiano destinati al Capitolino e tuttora del tutto inutilizzati.
Sfuggono le motivazioni di questa richiesta che priverebbe Roma di un’istituzione riconosciuta nel mondo e con un’intensa attività culturale ed editoriale.

Ci opporremo in tutti i modi possibili alla richiesta e chiediamo la più ampia solidarietà.

Istituto storico italiano per il medio evo
segreteria@isime.it

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Appello per la continuità di apertura di archivi e biblioteche

Il Coordinamento della Giunta Centrale degli Studi storici e delle Società storiche – di cui la SISMED fa parte – aderisce e rilancia il seguente appello per la continuità di apertura di archivi e biblioteche rivolto alle istituzioni della Repubblica Italiana.

I docenti universitari, i ricercatori strutturati e freelance, i dottorandi in materie umanistiche che basano il loro sostentamento sulla ricerca si vedono improvvisamente, e nuovamente, in grande difficoltà. La rinnovata chiusura degli archivi e delle biblioteche impedisce infatti il lavoro di questa eterogenea categoria professionale, che non può sostituire le attività di ricerca sul campo con il lavoro da remoto.
La chiusura di “musei e altri istituti e luoghi di cultura” disposta con il DPCM 3 nov. 2020 (art. 1, comma 9, lettera R), coinvolge infatti anche archivi e biblioteche (Codice dei beni culturali e del paesaggio, art. 101). Parificare le istanze di divulgazione aperte al grande pubblico (musei e mostre) e i luoghi di ricerca frequentati per motivi lavorativi da un’utenza ristretta e accorta di specialisti (archivi e biblioteche), rischia di paralizzare la ricerca scientifica di ambito umanistico, già da mesi in seria difficoltà per le restrizioni dovute alla crisi sanitaria. Per tali categorie l’accesso diretto a depositi librari e fondi archivistici è fondamentale e non sostituibile in alcun modo con lo smart working.
L’indispensabile necessità di frequentare fisicamente alcuni spazi per svolgere attività di ricerca è ricordata dal decreto per i soli laboratori tecnico-scientifici (art. 1, comma 9, lettera U). D’altro canto, la lettera NN del comma 9 prevede che le attività professionali in genere possano continuare, servendosi quando possibile del lavoro agile e incentivando, per il resto, l’assunzione di protocolli anti-contagio e procedure di sanificazione. Tali procedure sono state implementate in archivi e biblioteche sin dalle prime riaperture della scorsa estate: applicate e osservate in modo rigoroso, non hanno condotto a situazioni note di contagio avvenuto all’interno di tali ambienti.

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Pubblicata l’opera vincitrice del I premio SISMED: Italia meridionale longobarda di Giulia Zornetta

La casa editrice Viella ha pubblicato lo studio vincitore del I premio SISMED riservato a un’opera prima, consistente in una monografia inedita di ambito storico medievistico:

Giulia Zornetta

Italia meridionale longobarda.
Competizione, conflitto e potere politico a Benevento (secoli VIII-IX)

Grazie ad alcune nuove e fondamentali edizioni di fonti, questo libro si inserisce nel filone della storia delle élites altomedievali concentrandosi sulle vicende dell’Italia meridionale longobarda, una periferia e un’area di frontiera importantissima per la sua posizione al centro del Mediterraneo, che attirò l’interesse delle maggiori potenze del periodo.
Prendendo in considerazione sia la competizione con il mondo carolingio sia la dimensione del conflitto interno all’arena politica beneventana, che per i secoli VIII e IX vede il protagonismo indiscusso dell’aristocrazia locale, questa ricerca riconsidera l’esperienza dei Longobardi meridionali in un periodo di grande dinamismo e sperimentazione politica.

Consultare la scheda del volume sul sito Viella.

In evidenza

SISMED – RM: Segnalazione materiali didattici

L’emergenza Coronavirus e la conseguente adozione di una didattica a distanza per scuole e università ha sottolineato una volta di più quanto sia importante per docenti e studenti poter disporre in rete, ad accesso aperto, di strumenti utili all’insegnamento. Nel caso nostro, in particolare, si tratta di antologie di fonti, di manuali generalisti o tematici, di tracce di lezioni, di piccole conferenze su un tema specifico, resi accessibili tramite formati digitali.

Al momento, la piattaforma che assolve meglio a questa funzione, per ricchezza tipologica e quantitativa di materiali utili a tutti, risulta la sezione Didattica di Reti medievali, articolata in tre diversi livelli: Fonti (in particolare le antologie), Strumenti, Discussioni (più che altro atti congressuali).

Dal momento che esiste una convenzione tra Sismed e Reti Medievali finalizzata a sostenere la più ampia diffusione in rete, in libero accesso, delle pubblicazioni e delle iniziative scientifiche degli storici del medioevo, vi invitiamo a segnalarci e a proporci materiali didattici di varia natura già in formato digitale o comunque digitalizzabili, liberi da copyright editoriali o di ateneo (fatti salvi naturalmente i diritti intellettuali degli autori), da voi ritenuti validi alla finalità enunciata.

Questi materiali dovranno essere depositati presso l’Open Archive di RM (www.rmoa.unina.it), dandone contemporaneamente notizia a Marina Gazzini (marina.gazzini@unimi.it), che coordina il progetto all’interno del Consiglio Direttivo della Sismed. Lo stesso Consiglio Direttivo selezionerà le proposte pervenute per una successiva pubblicazione nella sezione RM Didattica.

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Premio Sismed 2019 – Selezione preliminare

Il Consiglio Direttivo rende noto che tra le dodici opere candidate per il Secondo Premio Sismed sono state selezionate le seguenti cinque, che saranno inviate per la peer review ciascuna a due revisori esterni:

Fabrizio De Falco, Opere cortesi, modelli letterari e fazioni politiche nello spazio Plantageneto (XII-XIII sec.). Il De Nugis Curialium e la Topographia Hibernica alla luce degli obiettivi dei loro autori.

Mathieu Harsch, La teinture et les matières tinctoriales à la fin du moyen âge. Florence, Toscane, Méditerranée.

Jacopo Paganelli, Dives episcopus. La signoria e le entrate dei vescovi di Volterra nella seconda metà del Duecento.

Claudio Passera, Editoria e spettacolo al servizio del principe: gli incunaboli italiani per nozze. Documenti per lo studio comparato della festa nuziale rinascimentale.

Davide Passerini, Gli Angiò-Durazzo: la rappresentazione del potere.

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Coordinamento Giunta Società Storiche: Lettera ai ministri Franceschini e Manfredi

Biblioteca

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo
On. Dario Franceschini
Al Ministro dell’Università e della Ricerca
Prof. Gaetano Manfredi
e p.c.
Al Capo di Gabinetto del MiBACT
Prof. Lorenzo Casini
Al Direttore Generale degli Archivi
Dott.ssa Anna Maria Buzzi
Al Dirigente del Servizio II della Direzione Generale degli Archivi
Dott.ssa Sabrina Mingarelli
Al Direttore dell’Archivio Centrale dello Stato
Dott.ssa Elisabetta Reale

Roma, 22 maggio 2020

Cari Ministri,

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Coordinamento delle Società Storiche

Convegni SISMED della medievistica italiana

II Convegno – 17-19 giugno 2021
Informazioni

I Convegno – 14-16 giugno 2018
Informazioni
Proceedings

Convenzioni

La Sismed ha sottoscritto convenzioni con:

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